La città prestata. Consigli ai politici.

Citta prestatata spacer

A partire da una lettera con cui santa Caterina (Lettera 123) scriveva ai governanti della sua città «con desiderio di vedervi uomini virili e non timorosi, governatori della città propria e della città prestata», l’impegno a servizio del bene comune nella città è proposto come imprescindibile dovere del cittadino e definisce i limiti della politica, che è sempre un mezzo e non il fine: la realtà politica è infatti, per Caterina, una “città prestata”, mentre ognuno ha la responsabilità della propria anima in quanto "città propria".

Il pensiero cateriniano è illustrato dall'A. mediante un'antologia di 27 brani di lettere di s. Caterina, ciascuno dei quali è introdotto da un corsivo che ne contestualizza il contenuto. Il messaggio delle lettere trascende il momento in cui esse furono scritte e sollecita le coscienze a una rinascita interiore che permetta di agire nella politica in coerenza con i valori cristiani, con vero spirito di servizio e senza sterili settarismi (Lettera 268).

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